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Tu sei qui: Economia e TurismoMinimum Tax - Maximum Fraud: ecco come le multinazionali potrebbero aggirare il nuovo sistema di tassazione

Economia e Turismo

Economia, Multinazionali, Flusso di Coscienza, Analisi, Global Minimum Tax, Tassazione Multinazionale

Minimum Tax - Maximum Fraud: ecco come le multinazionali potrebbero aggirare il nuovo sistema di tassazione

Le multinazionali pagheranno ancora meno imposte di prima ed in maniera del tutto legale

Scritto da (Admin), venerdì 25 febbraio 2022 17:02:34

Ultimo aggiornamento lunedì 28 febbraio 2022 11:09:52

di Carlo Cinque* dottore commercialista, manager e co-owner de Il San Pietro di Positano

Incipit

tratto dallo stralcio di una frase intera pronunciata dal Presidente Mattarella nel suo secondo discorso di insediamento alle camere: "POTERI ECONOMICI SOVRANAZIONALI, TENDONO A PREVALERE E A IMPORSI, AGGIRANDO IL PROCESSO DEMOCRATICO".

Premessa:

Ho iniziato a scrivere questo articolo il 5 agosto 2021 ed ho continuato a seguire il tema fino all'inizio del mese di febbraio: Le multinazionali potrebbero prenderci in giro nuovamente, perché' la cosiddetta "Global Minimun Tax" è una legge truffa con la quale esse saranno tassate ancora meno di prima. il tutto in maniera estremamente semplice, quasi banale, in barba e sotto gli occhi del mondo intero che, incredibilmente, non vede, non sente e non parla.

🙈 🙉 🙊

Prevedere scaglioni di esenzione dal pagamento dell'imposta, dell'ordine del 10% del fatturato, per ogni singola nazione, a colossi economici che per definizione sono "multinazionali" e che quindi operano di default in più nazioni, significa mettere subito in chiaro che si sta cambiando tutto affinché nulla cambi, o meglio l'unica cosa che cambierà sarà il fatto che le multinazionali pagheranno ancora meno imposte di prima ed in maniera del tutto legale. Tutto questo è nascosto, ma neanche tanto, tra le pieghe di questa legge e quindi andiamo a dispiegarla per mostrarla al mondo per quella che è.

La "Global Minimum Tax" dovrebbe essere utilizzata per tassare la produttività (fatturato) delle multinazionali ed i giganti del web, che fatturano oltre 750 milioni di dollari, ce l'hanno propagandata in maniera così efficace, arrivando a farci credere che questi poteri economici sovranazionali pagheranno un'imposta minima del 15% sulla propria produttività. Tuttavia, leggendo la lettera della legge e senza voler scadere nell'utilizzo di termini più crudi ma che sarebbero più appropriati, questa è una bufala bella e buona o come si dice oggi una fake news epocale, destinata a diventare una pietra miliare del genere.

Questo sistema di tassazione delle multinazionali a livello globale, concordato nel luglio 2021 dall'OCSE, dopo anni di stallo, e quindi approvato da 131 paesi su 139, è stato presentato come una norma che, "finalmente", inasprisce la tassazione per le multinazionali. La realtà è che questa norma, partorita dopo una lunga gestazione, non è altro che il contrario di quello che sembra, ovvero essa è semaforo verde tax free per queste multinazionali, allo scopo di permettergli di continuare nel trend al ribasso ovvero di pagare, ai vari governi nazionali, ancora meno tasse di quelle, quasi infinitesimali, che pagavano prima.

Del resto nel testo stesso della "Global Minimum Tax" è scritto, nero su bianco, che le multinazionali potrebbero non essere tassate affatto e potete stare sicuri che queste ultime faranno sicuramente in modo che questa eventualità diventi una profezia che si avveri. L'esenzione totale dalle imposte è resa possibile perché la base imponibile, per la tassazione, è soltanto la produttività superiore - ovvero eccedente - al 10% del loro stesso fatturato mondiale ma vi è di più, l'intera eccedenza non sarebbe nemmeno tassata per intero ma solo per una sua modestissima quota parte oscillante tra il 20 e il 30% a seconda dei casi.

Tutto questo sarà reso possibile perché il fulcro concettuale della "Global Minimum Tax" poggia su due pilastri fondamentali, di cui il primo prevede che le multinazionali, con entrate superiori a 20 miliardi di euro, "possano" essere tassate anche nei Paesi dove avvengono i consumi: questo principio consentirà di parcellizzare la produttività, in tutti quei paesi del mondo dove avvengono i consumi, con l'effetto pratico che la multinazionale stessa si adopererà in modo da non superare la quota esente da imposta, pari al 10% dei suoi consumi mondiale. Adoperandosi in questo modo, e per una multinazionale è fisiologico operare in questo modo, ovvero distribuire la sua produttività e/o consumi in più paesi, essa non subirà alcuna tassazione in nessuno dei paesi dove avviene la "produzione" o in alternativa dove le sue merci verranno "consumate" o i suoi servizi verranno "utilizzati".

Gli estensori della "Global Minimum Tax", mediante la costruzione di questo primo pilastro che regge la legge, con arte sopraffina, hanno lasciato, intenzionalmente, in chiaroscuro un elemento fondamentale per individuare la sua base imponibile, soggetta a "eventuale" tassazione e quindi alla mercé della libera interpretazione delle multinazionali stesse, che possono optare se imputare la base imponibile suddividendola tra le nazioni dove esse producono i beni e/o servizi oppure in quelle dove questi stessi si consumano o si utilizzano.

Per capire quanto tutto questo sia aberrante, basti pensare ad una multinazionale che produca il 100% del suo fatturato in Cina ma che venda i suoi prodotti e servizi in tutti i paesi industrializzati del mondo. Ebbene, essa può scegliere se pagare tutte le sue imposte in Cina oppure soltanto in quei paesi dove i consumi dei propri prodotti superino il 10% del proprio fatturato mondiale. Superfluo far notare che per questa multinazionale una perfetta ottimizzazione fiscale debba tendere a predisporre politiche di marketing volte a distribuire e quindi far in modo da far consumare i propri prodotti/servizi in più di 10 paesi e far si che in nessuno di questi paesi si superi la soglia del 10%.

Un altro esempio pratico per intendere meglio: una multinazionale americana che ha in Pakistan il 30% della sua produzione mondiali, (il suo surplus di produttività e quindi di imponibile tassabile in Pakistan dovrebbe essere il 20%) potrebbe decidere di pagare l'imposta non dove questi ha prodotto i suoi beni o servizi, bensì dove essi vengono consumati o utilizzati. Non dovremo sorprenderci se questa contabilità potrebbe arrivare a censire un certo numero di paesi dove in nessuno di questi si superino i consumi per più del 10% e quindi sarebbero tutti esenti da imposta ai sensi della "Global Minimum Tax".

Il pilastro numero due della "Global Minimum Tax" non fa altro che puntellare il pilastro numero uno, laddove statuisce che: i Paesi che ospitano il quartier generale di compagnie multinazionali possano imporre una tassa minima di almeno il 15% in ciascuna delle nazioni in cui operano. Il corollario che ne consegue è che se in nessuno di questi paesi la multinazionale supererà il 10% del suo fatturato globale non pagherà nessuna imposta.

Tutto questo certifica, se mai ce ne fosse ancora bisogno, ma scriverlo due volte è meglio di una, che la quota di reddito, non eccedente il 10% del fatturato mondiale, - che è una enormità - è già di per sé esente da imposizione e quindi non è tassabile. Prendiamo l'esempio specifico della multinazionale, che chiameremo convenzionalmente "MinimumPay", che realizza globalmente 100 miliardi di dollari di fatturato e che in un solo paese del mondo - nel paese del "Bengodi" - ecceda la quota non tassabile del 10% di ricavi, fatturando, quindi, nel "Bengodi" 30 miliardi di dollari - che per semplicità sono il 30 % del proprio fatturato mondiale - e quindi realizza una eccedenza imponibile - quindi tassabile ai fini della "Global Minimum Tax" - dell'ordine di 20 miliardi di dollari, essendo il primi 10 miliardi di dollari esenti dall'imposta in questione.

Ebbene, calcoliamo quante imposte paga la multinazionale "MinimumPay" sui 20 miliardi di dollari di eccedenza tassabile che produce nel "Bengodi", in base ai dettami della "Global Minimum Tax". Abbiamo letto che questa eccedenza del 20%, pari a 20 miliardi di dollari, è tassata solo per una sua quota parte oscillante tra il 20 e il 30%, mentre il restante 70% - 80% dei 20 miliardi di dollari, sarebbe comunque esente da imposta in base alla lettera stessa della legge.

Tutto questo tradotto in soldoni significa che se la multinazionale "MinimumPay" dovesse applicare il 15% di tassazione della "Global Minimum Tax" sulla quota parte del 30% dei 20 miliardi di dollari di eccedenza, ovvero 6 miliardi di dollari, essa sarà "costretta" a sborsare al fisco la bellezza di 900 milioni di dollari. Mentre se la multinazionale "MinimumPay" dovesse beneficiare di un regime fiscale più benevolo e quindi applicare il 15% di tassazione della "Global Minimum Tax" solo sulla quota parte del 20% dei 20 miliardi di dollari di eccedenza, ovvero soli 4 miliardi di dollari, essa sarebbe "costretta" a sborsare al fisco ben 600 milioni di dollari: cifre ridicole, una presa per i fondelli, una vera miseria a fronte di 100 miliardi di dollari totali di ricavi.

In ultima analisi la multinazionale "MinimumPay", su 20 miliardi di dollari di base imponibile avrà pagato imposte da un massimo di 900 milioni a un minimo di 600 milioni. La vera aliquota alla quale sarà tassata la multinazionale "MinimumPay" oscillerà tra lo 0,90% e lo 0,60%: altro che tassazione minima del 15%!

Ovviamente questo principio, della parcellizzazione della produttività e/o dei consumi, è replicabile per ciascun paese nel quale queste multinazionali operano. Tutto il costrutto è molto semplice, estremamente lineare, oserei dire quasi banale nella sua disumanità. E' cosa risaputa che le genialate vere, quelle che funzionano veramente sono sempre quelle, apparentemente, più semplici ed in questo caso specifico, questa "Global Minimum Tax" è così sfacciata, brutale, feroce e semplice nella sua cruda realtà, che potrebbe essere assimilata al gioco di una mente fanciullesca, immersa nelle profondità della sua beata spensieratezza, intento a spogliare tutti di tutto per divenire il dominatore del mondo.

Facciamo i nostri "complimenti", per la destrezza dimostrata, agli estensori di questa "riforma epocale" e a come hanno saputo propinarci il contrario di quello che ancor oggi promettono e che continuano a farci credere. Per noi comuni mortali che paghiamo le tasse, stavo per scrivere in modo corretto, ma così non è perché le paghiamo in misura doppia e anche tripla, in modo oltremodo ingiusto, dovendoci sobbarcare anche il carico delle tasse delle multinazionali che si ritengono immuni dal loro pagamento, si tratta di un bel colpo assestato al nostro mento, un colpo da maestro, un colpo da KO finale che ci lascerà inchiodati al tappeto e alle nostre catene di "sostituti di imposte", nel senso che continueremo a pagarle noi al posto loro per l'eternità.

Fatta la legge trovato l'inganno, sarò sicuramente prevenuto nei confronti delle multinazionali ma ho fondati motivi per esserlo dal fatto che sono, principalmente, loro che mi costringono a pagare più tasse del giusto dovuto o forse sarà soltanto la mia italianità che me lo suggerisce. Il giochetto di prestigio che le multinazionali si sono inventate per sgravarsi dalle imposte è di una semplicità disarmante è l'uovo d'oro di Colombo.

Alle multinazionali, per veder realizzata questa semplice magia, basterà spalmare il proprio fatturato e/o i consumi delle loro merci o servizi, su più paesi, facendo, ovviamente, attenzione a non superare, in nessuno di questi, il 10% del proprio fatturato e/o consumi globali e il gioco è fatto...voilà. Con questo semplice "accorgimento" le multinazionali, osservando tutti i precetti della "Global Minimum Tax", ci prenderanno ancora una volta per i fondelli e verseranno ai sistemi fiscali dei vari paesi in cui operano proprio un bel nulla.

Oltre a quanto già detto, la "Global Minimum Tax" prevede l'impegno a rimuovere le imposte europee sui servizi digitali (Digital Web Tax) oggi esistenti e altre misure unilaterali simili, nonché ad astenersi dall'introduzione di nuove imposte dello stesso genere in futuro, una volta che le nuove regole saranno in vigore. Come dire...Cornuti 🤘 e mazziati! 🥊

E se tutto questo non dovesse ancora bastare alle multinazionali, per assicurargli l'immunità fiscale al 100%, esse possono fare sempre affidamento alla garanzia dell'impunibilità internazionale, visto che a livello sovranazionale non è stato "ancora" creato un credibile istituto per la risoluzione delle dispute che si verranno a produrre in forza della nuova legge... e mentre il mondo dorme anestetizzato... gli affari volano 💸

E' singolare che tutte le testate economico/finanziarie mondiali, nessuna esclusa, abbiano avuto l'audacia e il coraggio di commentare l'istituzione della "Global Minimum Tax" come di una vittoria epocale per i cittadini del mondo o forse siamo noi a non aver capito che volevano riferirsi a una vittoria epocale ma per le multinazionali non per noi. Chissà, forse hanno dato per scontato che il braccio di ferro, sulle imposte da pagare, tra noi (tax slave) e le multinazionali (tax slaver) si sarebbe necessariamente risolto a favore delle seconde e noi non abbiamo capito per tempo questo sottile sottinteso. C'è ancora il tempo per rimediare a questa rapina a lex armata?

La cosa più triste e allarmante per il mondo intero è la circostanza che già oggi tutte le multinazionali, prima della "Global Minimun Tax", paghino una miseria di tasse, (chi di esse paga tanto, non supera il 2/3 % del proprio reddito) e noi continueremo a subire una super tassazione, che diverrà una iper tassazione (in Italia ormai supera il 70% se si sommano imposte e tasse dirette indirette, accise, contributi, e altre diavolerie simili) all'entrata in vigore della "Global Minimun Tax" e tutto questo per tamponare i buchi dei bilanci pubblici delle nazioni provocati dalle esenzioni fiscali, di fatto, delle multinazionali. Il "diritto", da parte delle multinazionali, di essere "sostituite" da noi nel pagamento delle imposte, loro lo giustificano col fatto di svolgere una "funzione sociale", ma il nostro lavoro allora a cosa serve? non svolge anch'esso una funzione sociale? Chi siamo noi, dei limoni da spremere, buoni solo per pagare le tasse al posto di altri soggetti che non le pagano? Se è così abbiate il coraggio di dichiararlo ufficialmente. Ma, in effetti, a pensarci bene, lo avete appena fatto, con la "Global Minimum Tax" ci avete messo nero su bianco e gridato persino in faccia che le tasse siamo solo noi a doverle pagare perché le multinazionali ne sono esenti ex lege!

E proprio questa legge, che io, in un momento d'impeto, ho chiamato truffa, senza virgolette, è la vostra dichiarazione ufficiale della nostra condizione di servilismo impositivo (tax slave) nei vostri confronti (tax slaver), in tal caso vi chiedo umilmente scusa e vi ringrazio per avercelo manifestato in maniera così chiara e inconfutabile, così ci mettiamo una bella pietra su - al collo - e non ci pensiamo più!

Ma ora che la "Global Minimum Tax" non è stata ancora approvata definitivamente, qualcuno dovrà spiegarci perché la redditività delle multinazionali fino al 10% del fatturato deve essere esente da imposte, mentre, invece, essa dovrebbe costituire lo zoccolo duro sul cui tassare le multinazionali visto che esse, per definizione, operano per l'appunto in più paesi e di conseguenza anche il loro reddito è frammentato in una miriade di paesi diversi.

Viviamo in un mondo dove, purtroppo, l'ignoranza e l'appiattimento delle menti, verso il basso, fanno da incubatrice alla corruzione che aumenta sempre di più lì dove la mistificazione della realtà diventa la realtà stessa. E mentre i padroni del mondo continuano a dare forma a nuove architetture legislative per drenare risorse dalla base verso il vertice, Pantalone dorme placido e incosciente e continua a pagare per tutti. Dal nostro punto di vista è questo un mondo alla rovescia, o meglio un mondo che velocemente si sta ribaltando. La corda è stata tesa e la si tira sempre di più approssimandola alla tensione di rottura e si sa che nessuna delle attività umane quando assurge a livello globale, è un processo reversibile.

Se tutto questo non bastasse ancora a provocare qualche sonno agitato alle genti del mondo, sono sotto gli occhi di tutti i terrificanti aumenti di tutte le forme di energia e delle materie prime frutti, solo in parte della pandemia, ma di accordi di cartelli internazionali il cui fine è sempre lo stesso, ovvero di prosciugare quante più possibili risorse economiche della base per inondarne il vertice. A questi signori faccio un solo monito...il Monopoli si gioca quando più persone siedono allo stesso tavolo con una adeguata dotazione di moneta di scambio, se uno dei giocatori prende tutto, il gioco finisce. Quindi se volete continuare a giocare, a meno che non abbiate trovato altri tavoli più ricchi e divertenti ai quali sedervi, abbiate la decenza di lasciare almeno una minima dotazione monetaria agli altri giocatori che altrimenti saranno costretti ad abbandonare il tavolo per sempre.

Se si continua a moltiplicare il travaso di linfa, accelerando artificialmente il normale processo di osmosi e alterando sistematicamente il principio dei vasi comunicanti, noi umani, vedremo cose che difficilmente riusciremo a raccontare. Che tolto lo stil cortese, significa che quando le genti del mondo si accorgeranno, in massa, di essere rimasti nudi a causa di questa colossale truffa le parole, anche se ben confezionate, pronunciate e incolonnate, non basteranno a contenere gli stati d'animo degradati e i sentimenti abbrutiti che si avvilupperanno e si amplificheranno a vicenda, come in un ciclone e tutte le macerie che verranno proiettate all'esterno del suo occhio, non potranno essere attribuite al solo cambiamento climatico.

E questa dovrebbe essere una tassa "equa" sulle multinazionali di natura epocale! È una vergogna invece, una vergogna epocale di levatura mondiale!

Con questa legge, che a chiamarla truffa significa trattarla con i guanti di velluto perché il suo nome corretto dovrebbe essere "Global Slaver Tax", è stato legittimato - a livello globale - un sistema piramidale di suddivisione del mondo in caste, più o meno tassabili. Al vertice ci sono delle entità che non ci è dato conoscere, in prossimità del vertice ci sono le multinazionali che fatturano una parte ragguardevole del PIL mondiale e sono quasi esentate, di fatto, da qualsivoglia tassazione. Andando gradatamente verso la base della piramide vi è il resto del mondo, che siamo tutti noi, nella duplice veste di: a) "global slave" che lavoriamo nelle loro fabbriche per la produzione di beni e servizi che poi loro commercializzano nel mondo intero; b) noi indossiamo la duplice veste anche di "social slave", per la consumazione di quegli stessi beni e servizi che loro hanno commercializzato dopo che noi li abbiamo prodotti, realizzando così la quadratura del cerchio mediante la restituzione dei miseri denari ricevuti, agli stessi che ce li hanno "benevolmente" prestati a tassi nominali dall'apparenza normali ma a tassi reali da usurai.

Mai come oggi lo scettro del comando è stato così potente e questa è la prima volta che esso non è impugnato dal sovrano ma da esso è stato saldamente impiantato nelle nostre mani. Stringendolo ci sentiamo tutti più potenti del re, perché da quello scettro attingiamo per la nostra "cultura", gli confidiamo i nostri segreti, gli riveliamo le nostre preferenze, le paure, le ambizioni, le attese e più tardi le delusioni e ne riceviamo responsi che seguiamo fedelmente... specchio, specchio delle mie brame, chi è il più... del reame?

 

Note: S. di aggiornamento ad oggi: Dopo la prima stesura di quest'articolo il 5-8-2021, la "Global Minimum Tax" è stata approvata da parte dei capi di Stato e di governo, leader del G20 nel vertice di Roma nell'ottobre 2021. Questi accordi sulla minimum tax dovranno essere trasformati in legge nei vari Paesi, (136 su 140 del Quadro Inclusivo Ocse/G20) con l'obiettivo di implementarla nel 2023.

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