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"Aggiornamento Traffico 21 giugno 2020" il post di Carlo Cinque

Targhe alterne sospese ma gli operatori della Costa d'Amalfi sono divisi

Inserito da (Admin), domenica 21 giugno 2020 09:32:38

Un lungo post è apparso pochi minuti fa sulla bacheca social di Carlo Cinque, imprenditore positanese e patron de Il San Pietro di Positano, con il titolo "Aggiornamento Traffico 21 giugno 2020". Il testo evidenzia una spaccatura tra gli operatori della Costa d'Amalfi. Eccolo riportato integralmente:

"A breve il TAR Salerno si esprimerà in merito ai ricorsi contro le Ordinanze ANAS n.ri 337/19 e 340/19, intanto altri 11 operatori turistici si uniscono ai 55, già costituiti, contro gli annullamenti delle Ordinanze, rafforzando i motivi a difesa delle stesse. Gli appunti dei ricorrenti e la loro vista corta.

Il 28 maggio 2020, scrissi un post di "Aggiornamento Traffico" sulla mia bakeka Facebook, iniziando col dire che: "i ricorrenti, nella frettolosa e affannosa ricerca di un appiglio cui aggrapparsi, hanno pensato bene di cogliere il pretesto del Covid-19 per resuscitare il ricorso che avevano già abbandonato, quando avevano preso consapevolezza di non poterlo vincere in nessun modo." .... I ricorrenti, a nome della loro gentilissima rappresentante, Signora Chiara Furco, abbozzarono in maniera garbata, ma purtroppo non interamente corrispondente alla realtà dei fatti, una risposta per precisare alcune inesattezze contenute nel mio post e anche loro esordirono puntualizzando che: "L'udienza è stata cancellata e rinviata a data da destinarsi in accordo tra gli avvocati delle parti...". A tal fine ribadisco quanto detto nel mio post del 28 maggio, precisando che corrisponde al vero quanto affermato dalla rappresentante dei ricorrenti, nella sola parte dove afferma che il Presidente del TAR ha disposto la cancellazione della causa dal ruolo della Camera di Consiglio, ma il motivo della cancellazione non è stato un accordo tra le parti o l'instaurazione di una trattativa, bensì il ricorso è stato cancellato esclusivamente a causa della rinuncia, unilaterale, dei ricorrenti al ricorso stesso. Rinuncia ispirata dalla fondata convinzione di essere parte soccombente. Tanto è vero che nel verbale di udienza sono riportate le testuali parole "Sono presenti gli avvocati: Abbamonte, Agosto, Caprio (Avvocatura dello Stato), Caolo (in dichiarata sostituzione di Caggiano), Lentini, Lanocita (anche in dichiarata sostituzione di Corradino), Clarizia e Marchetti. L'avv. Abbamonte, per la parte ricorrente, dichiara di rinunciare alla istanza cautelare. Il presidente dispone la cancellazione della causa dal ruolo della camera di consiglio....".

Mi rendo conto che la "Regolamentazione del Traffico in Costiera Amalfitana" è una materia complessa e spinosa" di una delicatezza estrema, ragione per la quale, quando esprimo il mio pensiero, lo faccio sforzandomi di calarmi nei panni di un normale operatore turistico della costiera Amalfitana spogliandomi della mia veste di albergatore positanese a 5 stelle. Anche se potrebbe sembrare che le mie opinioni e quelle che mi sento di rappresentare, siano divergenti da quelle dei ricorrenti, credo di poter affermare che, in parte, il motivo di ciò potrebbe ricercarsi nel diverso metro temporale di valutazione delle utilità utilizzato dalle due parti in causa relativamente alle azioni messe in campo. Nei miei comportamenti cerco sempre di prevedere quali potranno essere gli sviluppi futuri, nel lungo tempo ma anche nel lunghissimo e credo sia maggiormente etico, efficiente e ecologicamente sostenibile attendere di avere una gallina domani che mi sfamerà di più e meglio che un uovo adesso. Qualcuno sicuramente mi dirà che sbaglio, tuttavia a me sembra giusto agire in questo modo perché mi rendo conto che noi, oggi, abbiamo il privilegio di usufruire del nostro territorio dove viviamo e lavoriamo solo come comodatari gratuiti ma ci comportiamo come fossimo despoti assoluti e non facciamo nulla per favorire politiche di "Turismo Sostenibile" e preservarlo nella sua integrità per le altre generazioni che ne dovranno beneficiare nel futuro e altre ancora a venire. Per questo motivo non mi sembra giusto firmare cambiali oggi che non possiamo permetterci di pagare per intero e scaricarne la maggior parte sulle spalle, incolpevoli, dei nostri figli. Penso che quando facciamo qualcosa, quando prendiamo delle decisioni importanti, dobbiamo sempre pensare alle conseguenze di queste sulle generazioni future. Siamo stati egoisti per troppo tempo e il risultato di ciò è il mondo malandato, inquinato, rattoppato e sofferente che ci ritroviamo. Ora siamo giunti al capolinea e penso che ci rendiamo, tutti, conto che non è più possibile continuare sullo stesso registro ma bisogna invertire la rotta in modo repentino, perentorio e senza esitazioni.

In Costiera Amalfitana, noi viviamo e lavoriamo in ben 13 bellissimi paesi che, tra le altre cose, hanno in comune una sola e unica strada di collegamento la SS 163. Il suo tracciato fu progettato in epoca borbonica e la sua costruzione fu iniziata nel 1832 e terminata bel 1850, snodandosi lungo circa 50 km con centinaia di curve e tornanti. Il suo impianto è a una sola corsia, piuttosto ristretta, per ogni senso di marcia, tanto è vero che in molti tratti non viene neanche segnata la linea di mezzeria (la striscia bianca che divide le due carreggiate) affinché non si abbia evidenza e ufficialità di tale carenza strutturale. Le carenza dimensionali della SS 163, benché leggermente mitigate nel tempo, limitatamente ad alcuni punti prima davvero impossibili, fanno si che tutti gli autoveicoli che superino una certa lunghezza e/o larghezza, non riescono a percorre nessuna delle sue curve rimanendo nella propria carreggiata di competenza, contravvenendo così metodicamente ai dettami del "Codice della Strada", sconfinando inevitabilmente nella carreggiata del senso di marcia opposto, procurando grande pericolo per la incolumità degli altri utenti stradali. La SS 163 è un qualcosa di unicum in fatto di viabilità, essa è come se fosse la nostra unica arteria coronaria che distribuisce il sangue dal cuore della Costiera Amalfitana a tutto il suo lungo corpo, svolgendo un compito vitale ben gravoso e dagli equilibri delicatissimi. Quando questa arteria si occlude, il sangue non circola più nel corpo che va rapidamente in necrosi e questo procura un infarto a tutto il nostro territorio che si paralizza istantaneamente. Quando più paesi e abbiamo visto nel nostro caso essere ben 13, che è un numero di tutto rispetto, sono collegati da una unica strada, civiltà vorrebbe che ci fossero norme per la sua regolamentazione e tutela e che tali norme avessero la finalità di impedire che questa strada possa bloccarsi, anche temporaneamente, per qualsiasi ragione al mondo, impedendo del tutto la mobilità generale. Abbiamo gli ausiliari del traffico che di certo aiutano ma non risolvono il problema definitivamente. Ci dovrebbe essere, da tempo, una task force di pronto intervento, dotata di autonomia sia a livello normativo, operativo e quindi economico, che vigili e intervenga in emergenza e quindi in deroga alle norme, affinché eventuali cause di ingorghi siano rimosse il più presto possibile o non abbiano a verificarsi affatto a prescindere dalle cause di esse.

Permettetemi ora di re indossare i panni dell'albergatore e di esprimervi un'opinione personale nondimeno condivisa da tanti altri albergatori. Noi albergatori siamo il primo anello della filiera turistica come le alici (non mi riferisco a quelle politiche) sono il primo anello nella catena alimentare del mare. Pensate quale catastrofe accadrebbe se morissero tutte le alici del mare, a cascata scomparirebbero anche tutti gli altri pesci a valle della catena alimentare fondata sulle alici stesse. Nel comparto turistico noi albergatori siamo quelli che creano l'offerta turistica, poi da questa offerta scaturisce tutto ciò che vi ruota intorno che è, per l'appunto, l'indotto turistico. Dico questo senza presunzione alcuna di superiorità o subalternità ma soltanto come un dato di fatto indiscutibile. E una riprova di questa circostanza l'abbiamo avuta proprio durante questa emergenza sanitaria legata al Covid-19, l'impossibilità degli alberghi di accogliere i turisti ha determinato la paralisi completa di tutte le altre attività indotte a iniziare dai trasporti, dalla ristorazione, all'abbigliamento, alla navigazione, etc.. Un normale senso pratico vorrebbe che l'offerta turistica dovrebbe avere un ruolo di guida nelle scelte turistiche di un territorio, anche con riguardo all'indotto turistico nei confronti di tale offerta si nutre e integra. Tuttavia la mia richiesta è molto più modesta e non mira al riconoscimento di un primato dell'offerta turistica rispetto all'indotto che essa determina ma si limita a chiedere, soltanto, un ascolto più attento della voce di coloro che creano l'offerta turistica sul territorio. Chi più di essi ha il polso della situazione generale e può contribuire al miglioramento di tutto il sistema ?

Per quanto detto sopra dico con semplicità che tutte le cose nella vita sono perfettibili e migliorabili nel corso del tempo. Lo stop al dispositivo delle targhe alterne, contenuto nell'Ordinanza 340/2019, approvato dalla Conferenza dei Sindaci ne è la testimonianza. Tuttavia, migliorare significa adeguare i provvedimenti ai tempi che cambiano, alle nuove tecnologie, etc. e non sopprimerli sic et simpliciter, provocando un vuoto normativo che determinerebbe il caos più completo. Per questi motivi confido che i Magistrati del TAR valutino con la consueta oculatezza le richieste delle parti e decidano, come di prassi e con l'autorità che gli compete, per l'interesse generale che dovrà sempre prevalere su quello particolare.

Ritornando agli appunti mossimi dai ricorrenti alle Ordinanze ANAS, c'è quello che la petizione popolare sia stata firmata anche da persone non residenti nel territorio della costiera Amalfitana. Orbene, questa circostanza non ne sminuisce minimamente il valore, anzi ci fa capire come la pensano i turisti che verranno a trovarci e cosa si aspettano di trovare dalle nostre parti. Se qualcuno non ne fosse ancora convinto e volesse fare una controprova, lo invito a proporre una petizione a favore dei grandi bus in Costiera Amalfitana e poi a confrontarne le adesioni raccolte.

Non risponde al vero dire che bisogna fare "traversate oceaniche" per raggiungere dall'aeroporto i comuni più orientali della Costiera Amalfitana, perché le Ordinanze ANAS hanno previsto delle finestre orarie, all'interno delle quali, utilizzando mezzi di dimensioni adeguate, è possibile percorrere la SS 163 contro il suo normale e consolidato senso di scorrimento, ovvero dalla direzione Salerno/Cava verso Amalfi. Ovviamente tutto ciò presuppone, da parte delle aziende di trasporto locali, di dotarsi di bus o altri mezzi di dimensioni adeguate a percorrere la statale in controsenso, cosa alla quale esse paiono essere refrattarie non ostante se ne parli ormai da decenni e diverse norme siano già state emanate in tal senso. Non sono sicuramente un esperto di bus e sarà anche senz'altro vero che i mezzi di sei metri non si chiamano bus ma minivan, tuttavia una diversa terminologia poco cambia la sostanza delle cose. Anche non essendo un esperto di minivan, minibus, bus, bus GT e altri tipi, credo di saper riconoscere a occhio, come la maggior parte di noi lo sa fare, quando un veicolo è troppo grande per la nostra piccola ma bellissima strada comune. E' vero che per adeguare i parchi automezzi bisogna investire, come è altrettanto ovvio che per fare turismo o qualsiasi altre attività, bisogna investire ed è quello che tutti noi facciamo continuamente tutti gli anni. Gli investimenti vanno programmati e scadenzati negli anni. Non investire per lungo tempo determinerà poi una grande difficoltà a colmare le lacune accumulate. Pensare di poter lavorare nella filiera turistica senza investire è un'utopia e una politica senza alcuno sbocco se non quello della marginalizzazione nel tempo. D'altronde la parola investire non significa buttare i soldi dalla finestra, se si investe con oculatezza e capacità imprenditoriale, così come un contadino procede alla semina, poi si raccolgono i frutti di quell'investimento, come il contadino raccoglie i frutti dei campi coltivati. Immaginare di raccogliere senza seminare e coltivare sarebbe anche possibile ma bisogna abbandonare la strada maestra e andare per boschi e sentieri e accontentarsi dei quei frutti spontanei che la natura ci offre.

Non comprendo come si fa a sostenere che queste Ordinanze favoriscano gli escursionisti provenienti dalla Penisola Sorrentina, quando anche per loro vigono le stesse limitazioni dimensionali dei bus e quando anche le loro aziende di trasporti figurano come firmatarie del ricorso contro le Ordinanze ANAS ? Diverse di queste aziende, anch'esse ricorrenti alle Ordinanze ANAS e originarie della Penisola Sorrentina, figurano avere la sede legale, a volte un piccolo ufficio, in Costiera Amalfitana ma la cosa sembrerebbe strumentale al fatto dell'avere avuto la possibilità di usufruire di deroghe normative, negli anni passati, e di poter usufruire di depositi in paesi limitrofi dove ricoverare i loro automezzi.

Sono concorde col fatto che le regole turistiche dovrebbero essere scritte di comune accordo tra tutti i comuni della Costiera Amalfitana, a patto che ciò non implichi il tranello, meramente utopico, della ricerca dell'unanimità dei consensi, cosa che provocherebbe una paralisi decisionale completa. La nostra democrazia, anche se molti fanno finta di non saperlo, comporta l'accettazione, da parte di tutti, delle determinazioni prese dalla maggioranza di turno. Altra buona pratica, necessaria al buon funzionamento della macchina decisionale, sarebbe quella parte che la parte che si oppone a qualcosa dovrebbe anche produrre una proposta alternativa e non fare mero ostruzionismo allo scopo di far rovesciare il tavolo di turno.

Nessuno ha mai osato denigrare i comuni di Maiori e Minori che sono due bellissime cittadine nel cuore della Costiera Amalfitana, dove ho tanti amici e conoscenti, e che tanto si sono migliorate negli ultimi decenni e alle quali va il mio plauso. Proprio queste persone che conosco mi hanno tutte manifestato la loro avversione al fenomeno del traffico provocato dai grossi mezzi che vedono come un ostacolo al loro turismo e non certo come un'opportunità. Qualora volessimo ricercare per forza dei cattivoni, questi potrebbero essere individuati tra quelle volontà, trasversali alla Costiera Amalfitana e alla Penisola Sorrentina, che rifiutano la modernità e pretendono di far vivere tutti ancora oggi nel buio delle caverne preistoriche. Basti pensare che negli altri comprensori turistici di pregio mondiale, i trasporti si sono tutti avviati nel senso della sostenibilità ambientale, con motori elettrici o con combustibili prodotti da fonti alternative o rinnovabili e noi qui ancora discutiamo solo sulle dimensione dei bus (peraltro a gasolio) quando dovremo invece discutere sul fatto che debbano essere dotati di motori elettrici o altro!

Per quanto riguarda l'istituzione della zona ZTL, prevista dalle Ordinanze ANAS, sono pienamente d'accordo che questa dovrebbe essere stata la prima cosa da porre in essere per poter, finalmente, disporre di dati ufficiali sui quali costruire le future direttrici della mobilità in Costiera Amalfitana. Ragione per la quale chi volesse intraprendere questa battaglia mi troverebbe sicuramente al suo fianco. Ignoro i motivi o gli interessi che si contrappongono a questa elementare misura, che sarebbe stato non troppo difficile implementare durante il periodo del lockdown, ma sarebbe sicuramente interessante conoscerli.

Altro punto sul quale mi ritrovo in piena sintonia è sicuramente l'amore che tutti quanti abbiamo per i nostri paesi e per il comune territorio che li ospita, confido che questo potrà dare la motivazione, ai nostri rappresentanti, di sedersi intorno a un tavolo comune di confronto. Tuttavia e mi ripeto con quanto detto sopra, a mio modesto avviso, perché qualsiasi tavolo possa essere davvero operativo, non si potrà prescindere dal prendere le decisioni a maggioranza, che una volta assunte, dovrebbero essere, ovviamente, rispettate da tutti gli astanti e anche dagli eventuali assenti. Se non si accetta questa logica, si sarà condannati all'immobilismo e quindi i tavoli comuni serviranno a ben poco o diverranno addirittura motivo di contrasti.

Concludo facendo i miei auguri a tutti gli operatori turistici che con enormi difficoltà si sono destreggiati nella riapertura delle loro attività, accettando enormi responsabilità a causa di norme sibilline con risvolti anche penali, sfidando la matematica, e predisponendo i necessari protocolli di sicurezza per recuperare uno spicchio di stagione turistica e per dare al propri collaboratori una possibilità di lavoro.

Auguro anche a tutti questi di non dover assistere mai più a situazioni di traffico come quelle che tutti ben tristemente ricordiamo..."

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