Tu sei qui: MondoCina, premier Li Qiang: "Nostra economia è in ripresa"
Inserito da (Redazione Nazionale), mercoledì 17 gennaio 2024 15:48:11
L'economia cinese ha rallentato, la locomotiva che pareva non arrestarsi mai, ha iniziato a 'tirare il fiato'.
Lo ha ammesso anche il presidente Xi Jinping: "Ci lasciamo alle spalle un anno difficile per l'economia. La ripresa dell'economia globale nell'era post-pandemica è stata faticosa".
A provare a rassicurare sulla crescita arrivano le parole del premier cinese, Li Qiang:
"L'economia cinese in generale si è ripresa ed è migliorata lo scorso anno.
Ha superato l'obiettivo del '5% circa' che ci eravamo prefissati, evitando di introdurre rischi a lungo termine come sacrificio per ottenere guadagni a breve termine".
Il 5,2% corrisponde al consenso prevalente tra analisti ed economisti, beneficiando di fattori come la bassa base di confronto nel 2022, anno colpito dalle draconiane misure anti-Covid. Si tratta di un miglioramento sul 3% dei 12 mesi prima, ma rappresenta pur sempre l'aupremento del Pil più basso dal 1990, al netto degli anni della pandemia. Nonostante l'abolizione delle restrizioni sanitarie, la Cina sconta fattori come la grave crisi del settore immobiliare, la mancanza di fiducia delle imprese e i consumi deboli, mentre la disoccupazione giovanile - schizzata a metà 2023 oltre il 21% - è stata depennata dalle statistiche.
La Cina è anche 'accerchiata' sul tema della concorrenza, per questo Li, ha 'contrattaccato':
"Siamo per la sana concorrenza: la chiave per la cooperazione e l'innovazione.
Il mondo, però, deve rimuovere le barriere alla concorrenza e cooperare sulle strategie ambientali e sullo scambio scientifico internazionale.
È importante mantenere stabili e fluide le catene di approvvigionamento globali.
Poi, chiude, spronando gli investimenti stranieri in Cina:
"Scegliere il mercato cinese non è un rischio, ma un'opportunità".
Mentre si snocciolano dati e numeri sull'economia del gigante asiatico, giunge anche la notizia che riguarda l'ex presidente del colosso bancario statale cinese Everbright Group, Tang Shuangning, che è stato arrestato per corruzione e concussione.
Il provvedimento restrittivo, ha riferito la Procura suprema del popolo di Pechino, è stato eseguito "nei giorni scorsi" ed è maturato alla fine dell'indagine nei suoi confronti dalla sezione Anticorruzione del Pcc che "ha trasferito il caso alla procura per la revisione e il procedimento giudiziario".
Dalla relazione sono emersi addebiti di vario tipo tra cui l'introduzione in Cina di libri politici "non autorizzati", l'accettazione illegale di doni come "calligrafia e dipinti di artisti famosi" e la violazione "della linea organizzativa del partito" grazie all'abuso della sua autorità "per pubblicizzare i propri lavori di calligrafia". In altri termini, "voleva essere famoso pur essendo un funzionario", impegnandosi in una "corruzione elegante", usando cioè l'arte per coprire la corruzione.
Tang, 69 anni, è stato espulso la scorsa settimana dal Pcc: anche il successore di Tang, Li Xiaopeng, è stato arrestato a ottobre con l'accusa di aver accettato tangenti.
Fonte foto: Ambasciata Repubblica popolare cinese e Commons Wikimedia
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